Analisi dei rischi

Nella legislazione italiana, l’analisi dei rischi di incidente rilevante è prevista, anche se in misura diversa e con differenti modalità, per tutte le attività rientranti nel campo di applicazione del Decreto Legislativo 334/99 come modificato dal Decreto Legislativo 238/05 (di seguito D.Lgs. 334/99 e s.m.i.). In particolare:

  1. per le attività rientranti nel campo di applicazione dell’art. 5 comma 2 dei succitati decreti l’analisi deve individuare i rischi e le misure di prevenzione e mitigazione degli effetti e va allegata al documento di valutazione dei rischi (DVR) previsto dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
  2. per le attività rientranti negli obblighi degli artt. 6 e 7 del D.Lgs. 334/99 e ss.mm.ii. l’analisi va effettuata, in genere seguendo le indicazioni dell’allegato III al D.P.C.M. 31 marzo 1989, al fine di determinare i rischi, individuando le misure di prevenzione e mitigazione delle possibili conseguenze, e di progettare il Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) che dev'essere adeguato al livello di rischio dell’attività.
  3. Per le attività rientranti negli obblighi degli artt. 6 e 7 e 8 del D.Lgs. 334/99 e ss.mm.ii. si richiede un Rapporto di Sicurezza (RdS) che va inoltrato alle competenti Autorità per l’approvazione (anche definita validazione), i cui fini sono quelli già esposti in precedenza e che dev'essere articolato secondo l’allegato I al D.P.C.M. 31/3/1989.

In ogni caso l’analisi dei rischi consiste sostanzialmente nell'individuazione dei pericoli e nella stima dei rischi secondo un’articolazione cronologica che prevede:

  • l’analisi preliminare (effettuata con metodi indicizzati o con check list, con l’analisi storica e l’esame dell’esperienza operativa, delle schede di sicurezza delle sostanze presenti, delle caratteristiche e studi sulle reazioni o sulle attività svolte);
  • l’individuazione delle ipotesi di incidente applicabili all'attività in esame (con applicazione di metodi quali check list, HazOp, ecc.) e la stima delle frequenze attese associabili a ciascuna ipotesi (in genere mediante FTA – Fault Tree Analysis – e/o ETA – Event Tree Analysis – o anche in base all'estensione delle linee, al tempo di esercizio, al numero di operazioni riferendosi a ratei di rottura di componenti quali apparecchi, tubazioni, flessibili, valvole, macchine, ecc.);
  • la valutazione degli effetti o conseguenze attese nel caso di accadimento delle ipotesi incidentali credibili (in genere mediante uso di modelli di calcolo computerizzati quali il software S.T.A.R.) in modo da ottenere l’indicazione delle aree che possono essere interessate da effetti di danno in caso di incidente.

I dati finali sono riportati su cartografie utili alle Autorità per la redazione dei Piani di Protezione civile e Pianificazione delle Emergenze Esterne, come illustrato negli esempi.

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